Gli impianti dentari sono "radici artificiali" in titanio, titanio e zirconio o in ceramica che vengono chirurgicamente posizionati nelle ossa mascellari laddove mancano uno o più elementi dentari naturali, creando così quel supporto di resistenza meccanica tale da sostenere una protesi fissa che sia funzionale ed estetica. La moderna implantologia odontoiatrica offre oggi la possibilità di una tale riabilitazione contestualmente all'estrazione degli elementi dentari compromessi in modo da consentire al paziente immediata ripresa della propria vita di relazione. Parliamo cioè di implantologia post-estrattiva a carico immediato.

Tutto quanto è reso oggi possibile grazie al:

- miglioramento delle caratteristiche di biocompatibilità e di capacità di integrazione tra superfici implantari e tessuto osseo ricevente;
- perfezionamento di una procedura chirurgica che s'avvale di attrezzature e dell'utilizzo di biomateriali come sostituti ossei, membrane in collagene, amelogenine e suture tali da facilitare i processi riparativi e rigenerativi;
- allo spessore di un background scientifico a supporto delle conoscenze e della predicibilità di successo.

Non da ultimo l'evoluzione delle procedure diagnostiche, come la CBCT, acronimo inglese di Tomografia Computerizza a Fascio Conico, una moderna metodologia che consente di riprodurre, grazie a un software dedicato, sezioni tomografiche e/o di generare un'immagine 3D del cranio o di alcune sue aree con una riduzione significativa della radiazione ricevuta.

 

 

I dati acquisiti dall'esame radiografico vengono integrati con altri ottenuti dalla semplice scansione ottica intraorale o da quella ricavata da una riproduzione in gesso dell'arcata dentaria da trattare.

Il modello ottenuto contiene così tutte le informazioni necessarie per la pianificazione di un intervento secondo un protocollo chirurgico totalmente guidato: il software ci consente infatti di simulare il posizionamento degli impianti nel mascellare, definendone il numero, le dimensioni, il grado di inclinazione.

E sulla scorta di tale elaborazione, viene confezionata in laboratorio una guida chirurgica che viene direttamente stabilizzata nella bocca del paziente, consentendo così l'inserimento degli impianti senza necessità di creare un lembo di accesso (cos. tecnica flapless). Una volta posizionati gli impianti, su di essi vengono avvitati i cos. monconi implantari: ed è su questi ultimi che viene cementata una protesi fissa provvisoria precedentemente prodotta. Tale riabilitazione provvisoria consente la funzionalizzazione immediata degli impianti e soprattutto l'adattamento dei tessuti gengivali al profilo di emergenza delle corone protesiche. Dopo circa un paio di mesi, una volta attestata, attraverso controlli clinici e radiografici, la perfetta integrazione tra superficie implantare e tessuto osseo ricevente si andrà a confezionare una protesi definitiva in zirconia ceramica o in allumina ceramica: si tratta di una "ceramica integrale" (cos. metal-free) che si caratterizza per una eccellente estetica e biocompatibilità.

Come in tutte le procedure che vogliano essere, oltre che innovative, anche predicibili di successo, vanno assolutamente rispettati protocolli severi di selezione del paziente, di tecnica chirurgica, di carico protesico e di follow-up ravvicinati.

Tutto quanto non può essere barattato in cambio di pacchetti di "odontoiatria low-cost" a discapito spesso della qualità dei materiali impiegati e soprattutto di quell'imprescindibile rapporto fiduciario medico-paziente, fondamentale nel garantire quella continuità assistenziale che fa di ogni terapia tassello di una relazione solida fatta di ascolto, ma anche di interattività e di una risposta sempre pronta ai bisogni.